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Autore Discussione: Importanza di Jiddu Krishnamurti per il Jeet Kune Do  (Letto 444 volte)
backfist
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alleno il mio corpo per allenare il mio spirito


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« inserito:: 04 Gennaio 2010, 21:19:57 »

Che influenze ha avuto Jiddu Krishnamurti,secondo voi,per Bruce Lee e quindi per il Jeet Kune Do?
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« Risposta #1 inserito:: 05 Gennaio 2010, 11:37:39 »

    * Domanda a Krishnamurti:

Senza il Maestro uno non può giungere alla liberazione?

    *

      Risposta di Krishnamurti:

Forse ci metterà più tempo. Supponete che un uomo abbia viaggiato tutto il mondo e conosca le strade del mondo e torni per dire ad uno che voglia mettersi in viaggio dove dovrà fermarsi e che cosa deve portare con se; lo farà viaggiare più facilmente e più comodamente.

Perciò un Maestro è necessario per coloro che non sono certi della meta, che sono mal sicuri , che dubitano, che non hanno forza, che hanno bisogno che le loro determinazioni e i loro propositi siano risvegliati e rafforzati. Ma per coloro che hanno già veduto la meta, che hanno già veduto e sperimentato quella fiamma che è LIBERAZIONE, egli potrà servire di incoraggiamento,ma essi arriveranno senza di lui.



Condividete questo pensiero?Io lo condivido,voi?
« Ultima modifica: 04 Settembre 2010, 12:38:55 da backfist » Registrato
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guardati dalla furia di un uomo paziente !!!


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« Risposta #2 inserito:: 05 Gennaio 2010, 12:44:19 »

Condivido pienamente.
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« Risposta #3 inserito:: 05 Gennaio 2010, 14:11:24 »

krishnamurti ha influenzato il jkd di bruce lee ma non serve imparare le sue frasi , serve allenare la sua mente in questo senso , perché un principiante a chi noi diremmo una frase di krishnamurti questo principiante la usera al volo ma non capira il senso quindi l importante non è leggere tal filosofo o un altro l importante allenare la sua mente per farla funzionare da sola , perché io ho allenato la mia mente anche con la filosofia di autori italiani perché secondo me la filosofia serve alla psicologia del combattimento capire la personna per poter confondersi con lei.
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« Risposta #4 inserito:: 05 Gennaio 2010, 14:58:38 »

bel pensiero Tristan! Occhiolino
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« Risposta #5 inserito:: 05 Gennaio 2010, 22:07:00 »

grazie cmq sto scrivendo un libro che tratta di questi argomenti quindi poi se ce la faccio la traduco in italiano !!! ma ancora ti ringrazio per tutte le cose che fai per il jkd!
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« Risposta #6 inserito:: 06 Gennaio 2010, 01:00:16 »

è una mia passione e una mia strada di vita,lo faccio principalmente per me e per tutti quelli che amano siceramente ciò che fanno!mi piace far conoscere agli altri ciò che sò in tutta umiltà e con amicizia!la passione per un qualche cosa,deve unire ,a parer mio!
ciao e buona notte a tutti! Occhiolino
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« Risposta #7 inserito:: 07 Gennaio 2010, 09:54:38 »

chi ha influenzato la filosofia di bruce lee è sicuramente anche lao tzu con il tao te king che  un libro sacro sul tao e chi lo legge è in grado di capire tanto sulla via dell arte marziale e anche secondo me prima di imparare qualsisai tecnica il praticante dovrebbe allenare la sua mente con questo libro perché favorisce lo spirito libera , placido perché uno spirito libero di pensieri non dico pensieri positivi o negativi o solo pensieri è nella via dell arte marziale perché uno spirito occupato diciamo abitato da pensieri non puo agire liberamenti deve ritrovarsi nella posizione del wu mei "non agire" alla fine lo spirito deve poter agir da solo applicare le tecniche inconscientemente ! ma questo procedimento passa via 3 fasi che sono la pratica primitiva cioè il principiante che agisce instintivamente ma non con la tecnica perché non la conosce poi c è la fase tecnica il principiante agisce con lo spirito provando a scegliere le tecniche ed è condizionato ma poi dopo certi anni e allenamenti arriva alla fase del non tecnica cioè agisce instintivamente con le sue tecniche ma uno deve essere paziente perché questi fasi vanno rispettate uno non puo pretendere l istinto tecnico senza conoscere le tecniche ma cmq queste fasi sono il principio dell yin e dell yang è un movimento continuo quando il yin arriva all suo estremo si trasforma nell yang la 1 fase è come l ultima ritroviamo l istinto completato dall esperienza.
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« Risposta #8 inserito:: 07 Gennaio 2010, 14:44:47 »

Allenare il corpo senza essere oppressi dal corpo,
esercitare la mente senza essere usati dalla mente,
agire nel mondo senza essere preda del mondo,
eseguire i compiti senza essere ostacolati dai compiti;
questa è l'azione efficace.

                                                                                                         ZHONG HO JI
                                                                                                 testo taoista medioevale




Le armi sono strumenti di disgrazia e non strumenti dell'uomo nobile.
Egli se ne serve contro la sua inclinazione e dà la precedenza alla calma ed alla quiete.
Anche se è vittorioso, non lo trova bello.Se lo trovasse bello avrebbe piacere a far morire gli uomini.
Ora colui che si compiace di far morire gli uomini non può realizzare la sua volontà nel mondo.

                                                                                                                       LAO TZU

 Felice
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« Risposta #9 inserito:: 08 Gennaio 2010, 16:18:10 »

Ricordiamoci che la conoscenza conduce all'unità,come l'ignoranza coduce alla diversità.
(Shri Ramakrishna)
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« Risposta #10 inserito:: 13 Gennaio 2010, 14:27:58 »

Che influenze ha avuto Jiddu Krishnamurti,secondo voi,per Bruce Lee e quindi per il Jeet Kune Do?
Per me Krishanmurti E' il JKD! assolutamente!
basta leggersi pure 2 frasi sue.. per collegare il pensiero all'arte di Bruce..

La ricerca della verità, il nn chiudersi in schemi e condizionamenti sia mentali ke fisici, avanzare verso l'obiettivo della liberazione..
questo è JKD!

ma ancora oggi si continua a nn capire tutto ciò..
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« Risposta #11 inserito:: 13 Gennaio 2010, 23:38:40 »

Krishnamurti è colui che ha fatto evolvere Bruce Lee in % maggiore rispetto a Lao Tzu,è quello che gli ha fatto diciamo pure"liberare la mente";senza di lui molto probabilmete il jkd non sarebbe esistito!solo che c'è gente che non vuole ancora capire ciò,e così facendo osserva il dito e non la luna,perdendo così tutta la celestialità delle cose.

CONSIGLIO:andatevi a leggere "LA RICERCA DELLA FELICITA' " e "AI PIEDI DEL MAESTRO" di Jiddu Krishnamurti;troverete tantissime risposte a dei vostri quesiti di vita riportabili al JKD,in questo modo inizierete ad entrare e ad percepire la vera essenza del JKD,che non è fatta solo di intercettazione e straight lead!! :Sorriso
« Ultima modifica: 15 Gennaio 2010, 14:37:50 da backfist » Registrato
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« Risposta #12 inserito:: 15 Gennaio 2010, 13:06:16 »

hai ragione !!! il jkd non è fatto solo di intercetazioni è cio che lo differenza dagli altri arti marziali !
"un calcio è solo un calcio e un pugno un pugno "
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« Risposta #13 inserito:: 10 Febbraio 2010, 00:06:08 »

Biografia di Jiddu Krishnamurti

Jiddu Krishnamurti nacque l'11 maggio 1895 a Madanapalle, un piccolo paese vicino Madras, nell'India Meridionale. Nel 1905 perse la madre, Sanjeevamma, alla quale era molto legato, e nel 1909 si trasferì con il padre Narianiah ed i quattro fratelli sopravvissuti (pare che inizialmente fossero dieci) ad Adyar dove avrebbero vissuto in una capanna in condizioni molto miserevoli (Krishnamurti si ammalò spesso di malaria). Negli stessi luoghi si trovava il quartier generale della Società Teosofica, un ricco movimento religioso diffuso nel mondo (fondato nel 1875 dall'americano Holcott e dall'occultista russa Helena Blavatsky) che credeva nella venuta imminente di un nuovo Messia: il Maestro del Mondo. Un giorno Charles Leadbeater, collaboratore di Annie Besant (presidentessa della Società), al quale si attribuivano poteri psichici e di chiaroveggenza, vedendolo, appena quattordicenne, mentre con il fratello Nitya faceva il bagno sulla spiaggia di Adyar, si convinse di aver trovato il ragazzo attraverso il quale la Divinità si sarebbe manifestata. Per questo motivo, nel 1910, la Besant chiese ed ottenne da Narianiah la tutela legale di Krishnamurti e di Nitya. Nel 1911 fu fondato l'Ordine Internazionale della Stella d'Oriente (di cui Krishnamurti fu messo a capo) il cui intento era quello di preparare l'avvento del Maestro del Mondo. I due fratelli furono trasferiti in Inghilterra dove vennero educati ed istruiti alla maniera inglese ed iniziati alle dottrine esoteriche della Teosofia. Negli anni a seguire Krishnamurti cominciò a tenere le sue prime conferenze e ad elargire i suoi insegnamenti ai membri dell'Ordine; ben presto tuttavia iniziò a mettere in discussione i metodi Teosofici ed a prenderne le distanze sviluppando un proprio pensiero indipendente. Nel 1922 si trasferì, sempre accompagnato dal fratello, ad Ojai, in California dove per la prima volta ebbe luogo quello che venne chiamato il "processo": per diversi mesi Krishnamurti soffrì di svenimenti e dolori intensi alla nuca e lungo la colonna vertebrale, eventi che vennero interpretati come necessari per la sua trasformazione spirituale (In seguito, e soprattutto attorno al 1961, il così detto "processo" continuò a verificarsi) . Nel 1925 Nitya, da tempo ammalato di tubercolosi, morì, lasciando il fratello in un profondo sconvolgimento. In questo periodo aumentò notevolmente l'insoddisfazione di Krishnamurti nei riguardi della Teosofia e delle sue pratiche. Nel 1929, infine, in occasione di un raduno della Stella tenutosi in Olanda, al quale presenziavano più di 3000 fedeli, Krishnamurti sciolse l'Ordine dopo aver declamato che "La verità è una terra senza sentieri" e che non la si potrà mai ottenere attraverso nessuna organizzazione, chiesa, maestro o guru. In seguito chiuse ogni suo rapporto con la Società Teosofica e, anche se volle restituire tutte le donazioni ricevute dagli adepti (si parla di ingenti somme di denaro e di diverse ville e terreni), non gli fu difficile trovare il denaro (grazie ai finanziamenti di alcuni benefattori ed alle vendite dei suoi primi libri) per iniziare la sua nuova attività divulgatrice: aveva infatti ormai maturato la Verità ed era pronto per diffonderla. Sempre in occasione del discorso per lo scioglimento dell'Ordine, aveva detto: "Il mio unico scopo è rendere l'uomo assolutamente, incondizionatamente libero". Per i successivi cinquantasette anni Krishnamurti viaggiò in lungo e in largo per il mondo al fine di trasmettere il suo insegnamento liberatorio, rifiutando sempre l'adulazione e lo status di guru. Creò inoltre delle fondazioni che servirono ad organizzare le sue conferenze ed a pubblicare i suoi scritti e fondò delle scuole (la formazione scolastica fu sempre una delle sue maggiori preoccupazioni) in India, in Inghilterra ed in America, dove "sia gli alunni, che gli insegnanti possono fiorire interiormente.". Morì il 17 febbraio 1986 ad Ojai.
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« Risposta #14 inserito:: 12 Febbraio 2010, 17:29:31 »

http://www.youtube.com/watch?v=QolOuKNIqfs

Jiddu Krishnamurti fu uno dei filosofi che interessarono particolarmente Bruce Lee.
Il fatto di dubitare sempre di qualunque teoria
e provare tutto prima di credere ciecamente in esse
era qualcosa che trae origine nella filosofia di Krishnamurti.
Nelle arti marziali, come in qualunque altro campo,
bisogna sempre approfondire la conoscenza
senza affidarsi ciecamente nelle mani di altri.
L'unica guida a cui affidarci, che sia spirituale o di altro genere, siamo noi stessi.
Non esistono guru, salvatori, condottieri. Esistiamo solo noi.
Siam noi che dobbiamo decidere la nostra strada
e se metterci in mano di qualcuno piuttosto che di un altro
o se non essere guidati da nessuno.
Il risultato del nostro lavoro dipenderà comunque sempre da noi stessi.
Ognuno ha la responsabilità delle sue proprie azioni
qualunque sia la strada che scegliamo.
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« Risposta #15 inserito:: 03 Settembre 2010, 22:18:45 »

Ciao ragazzi,sono Vincenzo e sono nuovo nel forum, conosco Andrea, ma colgo l' occasione per presentarmi anche a Tristan e Pietro, che partecipano a questa interessantissima discussione di vita fatta tramite una via chiamata jkd.
Rifacendomi a quanto letto sopra, in particolare al pensiero di Pietro riguardante il fatto di non rinchiudersi all' interno di schemi e puntare dritto all' obiettivo senza badare al superfluo, penso che alla base di tutto vi sia il concetto di semplicita'.Secondo me,qsta e' la vera essenza del jkd....la semplicita' e' come l' acqua, si adatta a tutto, e' quella capacita' che ti permette di non rinchiuderti negli schemi, di non prendere vie secondarie ed andare diritto al cuore del problema...ogni giorno una cosa in meno diceva Bruce, non una in piu'.Ed e' proprio qsto il concetto che ogni praticante di jkd dovrebbe comprendere prima ancora di imparare ad assumere la posizione di on guard.Senza qsto principio si possono acquisire centinaia di tecniche,ma tutte prive di significato.SEMPLICE, DIRETTO E NON CONVENZIONALE...beh, io penso che quest ultima parola (non convenzionale), sia soltanto il frutto della SEMPLICITA'.....aloha ragazzi Occhiolino
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